venerdì 9 gennaio 2009

Smontare un device occupato

Vi sarà capitato qualche volta di voler smontare un device su linux ma di vedere la sua icona rimanere imperterrita lì sul desktop. La causa di questo piccolo inconveniente è che qualche processo (magari nascosto) sta usando qualche file presente sul device. Per scoprire qual è il programma responsabile basta aprire un terminale e digitare

fuser -m /dev/device-da-smontare

per avere una risposta del tipo

/dev/device-da-smontare:0000

dove al posto degli zeri c'è il PID del nostro processo. A questo punto si può eseguire un

ps auxw | grep <PID>

per leggerne il nome nell'ultima colonna. Quindi possiamo chiuderlo con le buone oppure nel caso il programma si fosse bloccato o non ci interessa con un bel

kill -s 9 <PID>

(fonte Spippolazione.net)

giovedì 8 gennaio 2009

Masterizzare ISO da Terminale

Masterizzare un immagine .iso dal Finder di Mac OS X non è immediato, per fortuna però ci viene in aiuto il Terminale. Infatti basta digitare solo un semplicissimo comando ed il gioco è fatto:

hdiutil burn banana.iso

Le opzioni disponibili sono molteplici tra cui le principali:

-speed <speed e.g. 1, 2, 4, 8, ... max>
-device <OpenFirmware path>
-list (list all burning devices, for -device)
-testburn (don't turn on laser)
-noeject (do not eject disc after burning)
-noverifyburn (do not verify disc contents after burn)
-forceclose (do close disc (e.g. allow appending) after burning)
-underrun (do enable buffer underrun protection)
-encryption <crypto method>
(AES-128 - Criptatura 128-bit AES (raccomandata))
(AES-256 - Criptatura 256-bit AES (più sicura, ma più lenta))
-erase (erase disc (quickly))
-fullerase (completely erase disc)
-verbose
-quiet

(fonte Geekissimo.com)

sabato 3 gennaio 2009

Anno nuovo, GUI nuova

Per iniziare bene il nuovo anno perchè non provare un interfaccia grafica diversa? Come sapete Linux può disporre di diverse interfacce utente, tra cui le più complete sono senza dubbio Kde e Gnome, ma in realtà le interfacce disponibili sono molte di più.

Qui trovate brevemente recensite le principali alternative da Xfce a Fluxbox, passando per Enlightenment, Window Maker e altre, interfacce che magari superato l'impatto iniziale posso risultare ugualmente comode e soprattutto molto più leggere in termini di risorse richieste.

Se siete su Ubuntu per provarle basta fare una ricerca con apt-cache search per trovare il nome esatto del pacchetto (vedi qui), l'installazione con apt-get install ed effettuare il logout. Al successivo rientro, prima di digitare la vostra password potete scegliere la nuova interfaccia da Opzioni->Seleziona sessione et violà vi ritroverete in un nuovo mondo di finestre!

mercoledì 31 dicembre 2008

Come ti scarico i video da YouTube

Avete mai desiderato scaricare un video di YouTube sul vostro computer per potervelo riguardare tutte le volte che volete senza bisogno della connessione e non avete mai saputo come? Beh se continuate a leggere avrete la risposta!

Si chiama youtube-dl ed è uno script in python che data l'url del vostro tanto agognato video, ve lo salva nella directory corrente. Essendo scritto in python funziona su tutte le piattaforme e potete scaricarlo da questo sito. Se siete su ubuntu lo potete trovare anche tramite apt.

Il formato in cui i video vengono salvati è il formato che usa youtube, ovvero flash video che è supportato ad esempio dall'ottimo player VLC, uno dei migliori riproduttori per numero di formati supportati e disponibile su tutte le piattaforme.

martedì 30 dicembre 2008

Tutto (o quasi) su apt

Una delle differenze principali tra varie distribuzioni Linux è senz'altro il gestore di pacchetti. In particolare le distribuzioni basate su Debian (tra le quali la popolare Ubuntu) usano l'Advanced Packaging Tool, meglio noto come apt. In realtà però apt non è altro che una libreria che fa da wrapper per dpkg che è vero gestore di pacchetti di Debian, con lo scopo di semplificarne l'utilizzo. Ma mettiamoci subito all'opera!

La prima cosa che probabilmente già sapete su apt è come installare un nuovo pacchetto, ovvero dopo aver ottenuto i privilegi di root, scrivere:

apt-get install foobar

dove foobar è il nome del nostro ipotetico pacchetto. L'esigenza successiva probabilmente è quella di cercare il nome esatto di un pacchetto, il che è presto fatto ad esempio così:

apt-cache search ^foo

questo comando visualizza tutti i pacchetti che iniziano per foo contenuti nei repository elencati nel file /etc/apt/sources.list. Come avete visto si possono usare le espressioni regolari per indicare i nomi dei pacchetti cercati, il che è senza dubbio molto utile!

Le funzioni di ricerca di apt però non si esauriscono certo qui, infatti installando l'utility apt-file è possibile anche cercare un singolo file in quali pacchetti è contenuto e viceversa, ovvero quali files contiene un detrminato pacchetto, rispettivamente con i comandi:

apt-file search <file>
apt-file list <pacchetto>


Un'altra funzione utilissima che si può ottenere con apt è quella di generare un elenco di tutti i pacchetti installati sul sistema, salvarlo in un file e successivamente ripristinare automaticamente tutto il proprio software dopo ad esempio una reistallazione del sistema. Per ottenere questo risultato basta digitare i seguenti comandi:

dpkg --get-selections > lista-pacchetti

per salvare l'elenco di tutti i pacchetti nel file lista-pacchetti e

dpkg --set-selections < lista-pacchetti
apt-get dselect-upgrade


per ripristinare tutto il proprio software preferito!

Su apt ci sarebbe ancora davvero tanto da dire, però per concludere il nostro bignami essenziale non resta che vedere come rimuovere e aggiornare i nostri pacchetti e guadagnare un pò di spazio su disco pulendo la cache. Per il primo scopo il comando è molto semplice ed è

apt-get remove <pacchetto>

che rimuove il software ma lascia i suoi files di configurazione (così in caso decidiate di reistallarlo ritroverete la vostra vecchia configurazione personalizzata). Se la cosa vi irrita basta aggiungere l'opzione --purge che forza apt a rimuovere qualsiasi cosa riguardante il programma. Spingendovi oltre potete chiedere ad apt di cercare anche le dipendenze installate per quel pacchetto che nessun'altro utilizza e che quindi possono essere tranquillamente rimosse con

apt-get autoremove <pacchetto>

Per quanto riguarda l'aggiornamento invece c'è

apt-get upgrade

che aggiorna tutti i pacchetti già presenti sul sistema e

apt-get dist-upgrade

che esegue l'avanzamento di versione della distribuzione, installando e rimuovendo i pacchetti necessari. Infine l'ultima cosa da sapere per questo breve tutorial è che apt conserva in /var/cache/apt/archives gli ultimi pacchetti che avete istallato per poter eventualmente disinstallare e reinstallare in un batter d'occhio. Se volete recuperare lo spazio occupato potete lanciare un

apt-get autoclean

che cancella i pacchetti presenti da più tempo, o un più drastico

apt-get clean

che li cancella tutti restituendovi il preziosissimo spazio su disco!

A questo punto siamo davvero arrivati alla fine del nostro breve viaggio. Come già detto su apt ci sarebbe ancora molto da vedere ad iniziare dalla gestione dei mirror e dell'uso dei pacchetti di sorgenti che magari saranno argomento di futuri tutorial. Per ora comunque ne sapete già quanto basta per un uso più che soddisfacente della vostra distribuzione e magari perchè no per fare bella figura con gli amici!

(Liberamente tratto da un articolo non firmato di Linux Pro, novembre 2007)