Una delle differenze principali tra varie distribuzioni Linux è senz'altro il gestore di pacchetti. In particolare le distribuzioni basate su Debian (tra le quali la popolare Ubuntu) usano l'Advanced Packaging Tool, meglio noto come apt. In realtà però apt non è altro che una libreria che fa da wrapper per dpkg che è vero gestore di pacchetti di Debian, con lo scopo di semplificarne l'utilizzo. Ma mettiamoci subito all'opera!
La prima cosa che probabilmente già sapete su apt è come installare un nuovo pacchetto, ovvero dopo aver ottenuto i privilegi di root, scrivere:
apt-get install foobar
dove foobar è il nome del nostro ipotetico pacchetto. L'esigenza successiva probabilmente è quella di cercare il nome esatto di un pacchetto, il che è presto fatto ad esempio così:
apt-cache search ^foo
questo comando visualizza tutti i pacchetti che iniziano per foo contenuti nei repository elencati nel file /etc/apt/sources.list. Come avete visto si possono usare le espressioni regolari per indicare i nomi dei pacchetti cercati, il che è senza dubbio molto utile!
Le funzioni di ricerca di apt però non si esauriscono certo qui, infatti installando l'utility apt-file è possibile anche cercare un singolo file in quali pacchetti è contenuto e viceversa, ovvero quali files contiene un detrminato pacchetto, rispettivamente con i comandi:
apt-file search <file>
apt-file list <pacchetto>
Un'altra funzione utilissima che si può ottenere con apt è quella di generare un elenco di tutti i pacchetti installati sul sistema, salvarlo in un file e successivamente ripristinare automaticamente tutto il proprio software dopo ad esempio una reistallazione del sistema. Per ottenere questo risultato basta digitare i seguenti comandi:
dpkg --get-selections > lista-pacchetti
per salvare l'elenco di tutti i pacchetti nel file lista-pacchetti e
dpkg --set-selections < lista-pacchetti
apt-get dselect-upgrade
per ripristinare tutto il proprio software preferito!
Su apt ci sarebbe ancora davvero tanto da dire, però per concludere il nostro bignami essenziale non resta che vedere come rimuovere e aggiornare i nostri pacchetti e guadagnare un pò di spazio su disco pulendo la cache. Per il primo scopo il comando è molto semplice ed è
apt-get remove <pacchetto>
che rimuove il software ma lascia i suoi files di configurazione (così in caso decidiate di reistallarlo ritroverete la vostra vecchia configurazione personalizzata). Se la cosa vi irrita basta aggiungere l'opzione --purge che forza apt a rimuovere qualsiasi cosa riguardante il programma. Spingendovi oltre potete chiedere ad apt di cercare anche le dipendenze installate per quel pacchetto che nessun'altro utilizza e che quindi possono essere tranquillamente rimosse con
apt-get autoremove <pacchetto>
Per quanto riguarda l'aggiornamento invece c'è
apt-get upgrade
che aggiorna tutti i pacchetti già presenti sul sistema e
apt-get dist-upgrade
che esegue l'avanzamento di versione della distribuzione, installando e rimuovendo i pacchetti necessari. Infine l'ultima cosa da sapere per questo breve tutorial è che apt conserva in /var/cache/apt/archives gli ultimi pacchetti che avete istallato per poter eventualmente disinstallare e reinstallare in un batter d'occhio. Se volete recuperare lo spazio occupato potete lanciare un
apt-get autoclean
che cancella i pacchetti presenti da più tempo, o un più drastico
apt-get clean
che li cancella tutti restituendovi il preziosissimo spazio su disco!
A questo punto siamo davvero arrivati alla fine del nostro breve viaggio. Come già detto su apt ci sarebbe ancora molto da vedere ad iniziare dalla gestione dei mirror e dell'uso dei pacchetti di sorgenti che magari saranno argomento di futuri tutorial. Per ora comunque ne sapete già quanto basta per un uso più che soddisfacente della vostra distribuzione e magari perchè no per fare bella figura con gli amici!
(Liberamente tratto da un articolo non firmato di Linux Pro, novembre 2007)
martedì 30 dicembre 2008
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